Come organizzare il tavolo dello strumentista: metodo, ordine e anticipazione

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Quando ho iniziato a strumentare ero quasi ossessionato dall'ordine del tavolo.

Ogni volta che passavo un ferro e mi tornava indietro, cercavo subito di rimetterlo al suo posto.

Lo stesso con le garze.

Volevo che tutto fosse pulito, leggibile, quasi perfetto.

Durante un intervento il chirurgo mi riprese.

Mi disse una frase che non ho dimenticato:

“L'intervento è qui, non è sul tavolo. Guarda quello che sta succedendo, perché se ho bisogno devi sapere che ferro passarmi e cosa è più opportuno che mi passi.”

Mi aprì la mente.

Il tavolo era importante.

Ma stavo usando tutta la mia attenzione per mantenerlo perfetto e ne stavo lasciando troppo poca all'intervento.

Il tavolo è uno strumento, non il lavoro

Un tavolo ordinato aiuta.

Ti permette di trovare ciò che serve, capire se qualcosa manca e gestire meglio aghi, strumenti e materiale da conteggiare.

Il problema nasce quando l'ordine diventa l'obiettivo.

Se mentre il chirurgo sta cambiando fase tu stai pensando soprattutto a riallineare le pinze, il tavolo è ordinato ma tu potresti essere un passaggio indietro rispetto a ciò che sta succedendo.

Per me il punto è diventato questo:

l'ordine deve liberare attenzione, non consumarla.

Un buon tavolo deve continuare a funzionare mentre cambia

All'inizio prepari tutto e pensi che quella disposizione debba rimanere uguale fino alla fine.

Poi l'intervento comincia.

Entrano nuovi strumenti.

Arrivano suture.

Alcuni ferri non servono più.

Cambiano le priorità.

Il tavolo inevitabilmente cambia.

La domanda quindi non è “riesco a mantenerlo perfetto?”.

È:

“riesco ancora a capire dove si trova ciò che mi serve?”

Se ogni famiglia di strumenti ha una posizione riconoscibile, il sistema può cambiare senza diventare caos.

Non serve una geometria universale.

Serve una logica che tu riesca a leggere anche dopo un'ora.

Prima delle pinze viene la fase dell'intervento

La frase del chirurgo mi ha insegnato soprattutto questo.

Un ferro non ha senso soltanto perché è appoggiato bene.

Ha senso perché serve in un momento preciso.

Se sto osservando una dissezione, una fase di emostasi o una chiusura, cambia anche ciò che è probabile che venga richiesto.

Conoscere le fasi mi permette di preparare mentalmente la mano prima che arrivi la richiesta.

Non significa leggere il pensiero del chirurgo.

Significa vedere il contesto.

È qui che il tavolo smette di essere un catalogo e diventa una mappa dell'intervento.

Il servitore segue il presente

Quando viene utilizzato un tavolo servitore, mi piace pensarlo come lo spazio della fase che sto vivendo.

Non deve contenere tutto.

Deve rendere immediatamente disponibili gli strumenti più utili in quel momento.

Il tavolo principale conserva la struttura generale.

Il servitore segue il presente.

Questa distinzione mi aiuta a non riempire lo spazio operativo di materiale che forse servirà molto più avanti.

Avere qualcosa disponibile e averlo già davanti non sono la stessa cosa.

Riordinare sì, ma nel momento giusto

Non ho smesso di riordinare il tavolo dopo quella frase.

Ho smesso di farlo automaticamente.

Se il ritmo lo permette, riporto gli strumenti nelle zone che conosco.

Se invece sta succedendo qualcosa di importante, il tavolo può aspettare qualche secondo.

La priorità è mantenere la lettura dell'intervento.

Quando il momento si calma, ripristino una disposizione da cui posso ripartire.

Non perfetta.

Leggibile.

È una differenza piccola, ma per me fondamentale.

L'ordine aiuta anche a vedere ciò che manca

C'è poi una funzione molto concreta.

Se sai dove dovrebbe trovarsi un ferro, uno spazio vuoto ti dice qualcosa.

Se ogni strumento viene appoggiato nel primo posto disponibile, quando manca qualcosa non sai subito se non c'è oppure se non lo stai trovando.

Lo stesso vale per aghi e materiali da conteggiare.

Un sistema prevedibile non sostituisce il conteggio.

Lo rende più leggibile.

Un piccolo esperimento

Al prossimo intervento scegli un momento in cui senti l'impulso di sistemare il tavolo.

Prima di farlo, guarda il campo per cinque secondi.

Chiediti:

“Che fase stiamo vivendo e cosa potrebbe servire adesso?”

Poi torna al tavolo.

Se l'ordine ti aiuta a rispondere più velocemente, sta facendo il suo lavoro.

Se ti ha fatto perdere ciò che succedeva sul campo, forse gli stavi chiedendo troppo.

Il passo successivo

Un tavolo leggibile ti aiuta anche a capire subito quando qualcosa manca oppure non è pronto come pensavi.

Continua con Gestione dello strumentario chirurgico: cosa fare quando manca o non funziona.

Fonti essenziali

AORN, Guideline in Focus: Sterile Technique in the OR

Ministero della Salute, Raccomandazione n. 2