Come diventare infermiere strumentista: cosa imparare davvero all’inizio
All’inizio mi è capitato di contaminare un telo sterile senza nemmeno accorgermene.
Stavo aprendo del materiale e avevo una sola cosa in testa: fare in fretta.
Volevo stare dietro al ritmo della sala e non sembrare quello che rallentava gli altri.
Nella foga sono andato oltre con le mani, ho toccato il telo sterile all’interno della confezione e ho continuato ad aprire. Non mi ero nemmeno reso conto di quello che avevo fatto.
Quell’episodio mi ha insegnato una cosa che ancora oggi considero fondamentale:
in sala operatoria la fretta può farti perdere la percezione dei tuoi movimenti.
Quando inizi, la sterilità sembra una mappa invisibile che tutti conoscono tranne te.
“Da qui posso passare?”
“Questo posso toccarlo?”
“Mi sono avvicinato troppo?”
La buona notizia è che quella mappa, poco alla volta, impari davvero a vederla.
Prima di muovermi, guardo
È l’abitudine più semplice che consiglierei a chi sta entrando in sala.
Prima di partire, guardare.
Dove sono i tavoli sterili?
Dove stanno lavorando chirurgo e strumentista?
Ci sono cavi, tubi o apparecchiature lungo il percorso?
Da quale parte stanno passando gli altri?
Quando conosco poco una situazione preferisco perdere un secondo per capire dove mi trovo piuttosto che partire a tentoni.
Molti movimenti sbagliati iniziano proprio così:
il corpo parte prima che la testa abbia letto la stanza.
Muoversi tanto non significa lavorare tanto
All’inizio stare fermi può far sentire inutili.
Quindi ti sposti.
Vai a prendere qualcosa. Torni. Cambi posizione perché pensi di intralciare. Poi qualcuno deve passare e ti sposti ancora.
Con il tempo ho capito che chi lavora bene spesso fa meno movimenti, non di più.
Non perché vada piano.
Perché sa dove deve andare.
AORN raccomanda di ridurre il traffico e i movimenti non necessari intorno al campo sterile. Nella pratica, per me, questo si traduce in una domanda molto semplice:
devo davvero muovermi adesso?
All’inizio devi pensarci.
Poi diventa sempre più automatico.
La sala cambia mentre l’intervento va avanti
Un’altra cosa che avevo sottovalutato è che la stanza non rimane uguale per tutta la procedura.
Un tavolo viene spostato.
Arriva un’apparecchiatura.
Compare un cavo dove dieci minuti prima non c’era nulla.
Qualcuno cambia posizione.
Per questo non basta “imparare” la sala all’inizio dell’intervento.
Devi continuare a leggerla.
È un po’ come guidare: non guardi la strada soltanto quando parti.
Continui a controllare cosa cambia.
Quando sei sterile questa attenzione diventa ancora più importante. Prima di girarti, arretrare o fare un movimento ampio, devi sapere cosa hai intorno.
Le modalità precise di movimento e gestione del campo sterile devono sempre seguire le procedure della struttura e la tecnica insegnata durante l’affiancamento.
Io eviterei soprattutto di imparare online regole rigide e universali su distanze o zone “sempre” sterili. Su questi dettagli conta la procedura locale.
Quello che puoi allenare ovunque è la consapevolezza.
Il dubbio sulla sterilità va detto
Questa è la parte più importante.
Prima o poi ti verrà un dubbio.
“Ho toccato?”
“Il guanto ha sfiorato quella superficie?”
“Questa confezione è ancora sicura?”
L’errore non è avere il dubbio.
L’errore è pensare:
“Probabilmente non è successo niente.”
e continuare.
AORN raccomanda di intervenire quando una contaminazione si verifica o viene sospettata, applicando la tecnica prevista per ripristinare la sicurezza del campo.
Per me la frase più utile da imparare è molto semplice:
“Mi fermo un attimo: credo di aver contaminato.”
Poi si valuta cosa è successo e si segue la procedura della propria struttura.
Non devi avere da solo la soluzione a ogni possibile contaminazione.
Devi avere abbastanza sicurezza professionale da rendere visibile il dubbio.
La vera velocità è togliere i movimenti inutili
Quell’errore con il telo mi è rimasto in testa proprio per questo.
Pensavo che essere veloce significasse fare tutto più rapidamente.
Oggi la vedo diversamente.
Essere veloce significa sapere dove andare, cosa toccare e cosa evitare senza aggiungere movimenti inutili.
Se stai iniziando, prova un piccolo esperimento al prossimo turno: prima di ogni spostamento non abituale, fermati mezzo secondo e guarda la stanza.
Non per diventare lento.
Per diventare più consapevole.
Il passo successivo
Quando impari a leggere meglio lo spazio, inizi anche a notare contaminazioni piccole che prima potevano sfuggirti.
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